Se sei Dampyr e tu lo sai batti le mani

Come direbbe Freak Antoni: brutta storia ragazzi, brutta storia.
Chissà cos’è venuto in mente ai capoccioni della Bonelli quando hanno deciso di lanciarsi nel magico mondo della retorica narrativa vampiresca, riuscendone tra l’altro a tirarne fuori qualcosa di eccellente Smithers [-cit.].

Se siete stati attenti vi ricorderete sicuramente della mia passione per i fumetti sobri, inoltre vi parlo di vampiri e se duepiùduefaquattro avrete CERTAMENTE fatto una naturalissima associazione e capito che sto per parlarvi delle tombe etrusche situate nei pressi di Castellina in Chianti.

No. Oggi parleremo di Dampyr.
Mezzo uomo, mezzo vampiro. Barbuto e cupo, arriva a casa nella versione con giacca di pelle e pistola magica annessa. Fornito di due aiutanti/bestie/amici immondi sempre al suo fianco, t’accompagna in fredde serate con stufetta accesa e gatto sulle ginocchia per trascinarti nel suo mondo fatto di strane creature maligne, streghe affascinanti e ammazzamenti in rapida sequenza.

Senza mamma – morta dandolo alla luce – scopre d’essere figlio di un Maestro della Notte, uno stronzone che vorrebbe far fuori il genere umano o almeno sottometterlo al male.
Decide di schierarsi dalla parte del bene, della luce e della vita, avvalendosi dell’aiuto di creature benevole umane e non, creando un notevolissimo entourage di esseri pensanti provenienti da tutto il mondo.

Partiamo da un presupposto: sembra banale, una sorta di Van Helsing senza le tettone che scorrono sul pavimento emergendo dalla nebbia, e invece…
Dampyr è un fumetto bellissimo. Un personaggio misterioso, che ci rivela qualcosa in più su se stesso a ogni numero, introducendo una vecchia conoscenza, o un nuovo amore, che lo umanizza e lo rende credibile.
Abbiamo episodi avvincenti, dotati di una carica narrativa che ragazzi, parliamone, gli ultimi Dylan Dog al confronto sembrano un Harmony di bassissima leva (ovvero uno qualsiasi).

Dampyr ci insegna che (all’apparenza) una  brutta storia può dar vita ad una bella saga –  sul serio – e darci la nostra quotidiana dose di malinconia fumettistica che solo certi fumetti del buon, caro e vecchio Bonelli riescono a creare.

E che se sei un Dampyr e ti innamori di una vampira non c’è niente che tu possa fare, tranne andare oltre. Perché se no la vampira muore.
‘Notte *

– G.P.

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