Non fatemi incazzare Lilith

Lilith è stata, nei secoli e nei millenni, moglie di Adamo precedente a Eva, demone notturno, signora dell’aria e del vento, idolo di religioni e popoli; è stata una mangiatrice di neonati, una strega lussuriosa, una donna famelica di sapere e conoscenza.
Una creatura meravigliosa, insomma.

E poi una bambina cresciuta e istruita in modo da poter salvare il mondo ha scelto il nome Lilith per rinascere come arma, come assassina e come stratega. Una bambina nata dalla matita di uno dei, sempre a mio modestissimo parere, più capaci disegnatori italiani [-autocit.].

Se siete stati attenti sapete di chi sto parlando, se siete come me e avete qualche problemino legato alla carenza di fosforo e/o magnesio vi rinfresco la memoria: sto parlando di Luca Enoch.
O meglio, sto parlando della Lilith di Luca Enoch. Un altro capolavoro del bianco e nero, altri diciotto numeri che, come Gea in precedenza, mi hanno accompagnata nel tempo e nello spazio.

Lilith parla di una bambina nata lontano dalla terra, in un futuro molto, molto lontano ed estremamente distopico in cui la terra dev’essere sì salvata, ma agendo sul passato e sugli accadimenti nel corso del tempo. Tipo Ritorno al futuro, per capirci.
Durante le sue scorribande temporali la nostra amicona deve combattere contro i Cardi, creature mezze vegetali (l’altra metà boh) che dominano il mondo instillando nell’umanità il dubbio. Il dubbio su cosa sia giusto, su chi siano i buoni, su chi siano i cattivi e sulla legittimità della razza umana a risiedere sul nostro amato pianetaE se l’attesa della domanda esistenziale fosse essa stessa la domanda esistenziale? [cit. Cardo].

Tra una strage e un cuore estratto a mani nude, attraversiamo epoche diverse, in contesti mai esistiti poiché, ricordiamolo bene tutti, Lilith quando passa e ammazza cambia le cose, in modo definitivo e feroce.

Lei si innamora, soffre, combatte, sempre accompagnata da Scuro, un cane/pantera che si rivelerà il suo peggior nemico, in quanto cieco servitore di una causa destinata a essere persa in partenza. Lilith, difatti, per quanto addestrata e freddamente crudele, rimane una mestissima umana, preda delle sue debolezze, della sua voglia di rivalsa su di un destino segnato, una matriarca fiera e sconsiderata che ci ricorda quanto a volte sia giusto abbandonarsi al dubbio * 

– G. P.

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