Smokey: A Smogpunk adventure

Partiamo dal principio: chi è Smokey?
Smokey è un’idea nata e scritta da Almafè, il cuore pulsante del collettivo Amianto (formato da Alessandro Benassi, Matteo Polloni e Federico Galeotti), e come tutte le migliori idee, è nato sui banchi di scuola. Per essere precisi: su quelli della Scuola Comics di Firenze.
Grazie a un design di Sara Terranova, nasce una mascotte del tutto particolare: un detective di New Orleans, sgangherato a dire poco. Una realtà alternativa alla nostra dove l’aria è così inquinata che chiunque è costretto a indossare una maschera antigas,  dove al contempo la rivoluzione digitale non è mai avvenuta e la tecnologia è decisamente insolita. Basti pensare che il nostro eroe non ha un blog, ma una trasmissione via televideo (diventando così il personaggio a fumetti preferito di mio padre per i secoli a venire).

“Ma Giova” dirà così il mio lettore immaginario preferito “Sei proprio un venduto!” “Dove sta la differenza con gli altri prodotti Amianto?“.

Beh, per farla breve, Smokey è un fumetto comico.
A partire dall’ambientazione surreale, che il “superpotere” del nostro detective sia capire tutti gli indizi del mondo che lo circonda, passando dal fatto che ha un arguta soluzione solo dopo un pisolino, fino al fedele cane mascherato Dingo, potrete notare come questo sia tutto fuorché un fumetto che si prende sul serio. All’interno dell’albo, avremo così tre storie, due già pubblicate sul sito dell’Amianto, e una inedita.

In Terapia ed altro… potremmo assistere alle origini del nostro eroe, che vedremo in azione al servizio di un’anziana e sospettosa cliente in Sonnolenza, per poi pigiare il piede sull’acceleratore dell’azione e della suspense in Smokey e la rapina in banca.

Devo fare un plauso al contesto nel quale il protagonista si muove.
L’idea di un mondo con una tecnologia simile, ma molto diversa dalla nostra è più che interessante e – anche se si presta ad alcune scelte non sempre di semplice comprensione – la maggior parte delle trovate sono estremamente creative e divertenti.
Il design della Terranova è molto intrigante, ha quel bel tono cartoonesco che permette ai personaggi un’espressività esagerata quanto basta, facendo anche un lavoro interessante sulle maschere antigas, che risultano una seconda faccia per molti personaggi, un po’ alla Uomo Ragno di Steve Ditko (così faccio vedere che qualche fumetto l’ho letto per davvero e non faccio solo finta).
Gli sfondi sono sempre dettagliati e interessanti, e le tavole scorrono con una semplicità e una naturalezza rara, aiutate anche da una scala di grigi che dona al fumetto un look molto, molto interessante.

A volte viene da chiedersi perché secondo il fumetto tutti debbano indossare una maschera in ogni momento, cosa che non viene sempre rispettato da tutti i personaggi. Ma essendo le prime avventure, è un difetto perdonabile: Smokey deve ancora trovare un po’ la sua voce.

Da un punto di vista della storia invece è un fumetto leggero e simpatico, un’ottima lettura da svago. Non vi farà ridere a crepapelle con battute devastanti e tempi comici perfetti, questo va detto. L’umorismo è molto particolare, in alcuni momenti è surreale, e fa sorridere; in altri perde un po’ di smalto, scadendo nel grassoccio. Questo non è un vero e proprio problema – o meglio – lo è se siete alla ricerca di un qualcosa che vi farà scompisciare. Ci sono alcune battute molto belle, forti e ben studiate (quasi tutte centrate sul cane Dingo, a mio parere il personaggio migliore della serie). Se lo scopo era che tutto il fumetto fosse sullo stesso livello, Almafè deve ancora lavorare un po’ su quell’aspetto.

La sceneggiatura però è fluida e dinamica, non si ha mai l’impressione di leggere qualcosa che non vada da nessuna parte. Bisogna ricordarsi che, quando si scrive un qualcosa di buffo, la difficoltà è duplice: bisogna avere uno scheletro solido e poi metterci sopra anche il livello divertente.
Alla fine della fiera, è un fumetto allo stato gassoso, che occupa tutto lo spazio disponibile, cercando una sua forma perfetta, grazie alla quale riuscirà a diventare un prodotto solido. Già riesce a catturare l’attenzione dei suoi lettori, e a risultare simpatico a una prima occhiata.

Se volete leggere qualche sua avventura, il collettivo è avanti anni luce (come Brock capopalestra di Plumbeopoli) e vi permette di leggere la maggior parte delle sue storie sul suo sito, gratuitamente. Questo è il futuro gente.
Il futuro.

– Giovanni Campodonico

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: